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Indice dei
contenuti esaminati
06/Maggio/1840.
Sir Rowland Hill.
I servizi postali nel tempo antico.
I servizi postali nel Medio Evo.
La Famiglia dei Tasso.
I precursori del francobollo.
I “Cavallini” degli Stati Sardi.
Dopo il 06/maggio/1840.
Francobolli e collezioni.
Collezione generale.
Collezioni a soggetto.
Collezioni tematiche.
Posta Aerea.
Annulli Postali.
Come si identifica un francobollo.
Il formato dei francobolli.
Francobolli ordinari e commemorativi.
Dal francobollo al foglio intero. |
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06/maggio/1840
E’ la data di nascita
dei francobolli.
Sir Rowland Hill
avviò la riforma dei servizi postali sul territorio del Regno Unito
con l’ emissione di due francobolli: l’ 1 penny nero ed il 2 pence
azzurro.
La riforma si
articolava su diversi punti, tra cui:
tariffa unica per il
trasporto della corrispondenza all’interno del Regno Unito,
indipendentemente dalla distanza coperta;
far pagare il “costo”
del servizio postale, corrispondente al “valore” del francobollo, al
mittente e non più al destinatario, come avveniva prima;
lo Stato garantiva
con l’uso del francobollo l’efficienza del “servizio” postale, cioè
la segretezza dell’informazione e la certezza dell’arrivo a
destinazione della lettera;
i francobolli
venivano posti in vendita presso gli uffici postali. |
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Sir Rowland
Hill ( 1795 – 1879 )
Per rendere
agevole e sicuro il pagamento anticipato del servizio postale, ideò
il francobollo.
Un piccolo
rettangolo di carta gommata che chiunque poteva acquistare presso
gli uffici postali per il prezzo sopra stampato, per poi incollarlo
sulla busta da imbucare nelle apposite cassette, sicuro dell’arrivo
a destinazione della lettera spedita.
Con l’utilizzo dei
primi due francobolli per la corrispondenza e precisamente: l’un
penny nero per le lettere dal peso inferiore alla mezza oncia ed il
due pence azzurro per le lettere dal peso non superiore all’oncia,
si ebbe la svolta decisiva per la democratizzazione dei servizi
postali. |
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I Servizi
Postali nel tempo antico
Nell’antichità
solo i potenti avevano il diritto di fruizione.
Erano stati ideati e realizzati dai sovrani allo scopo di
assicurarsi la possibilità di spedire, o di ricevere, messaggi ai
propri funzionari, sparsi in ogni angolo dei loro domini per il
controllo della situazione politica, sociale, economica e militare.
Ciro il Grande, imperatore dei Persiani, impose ai propri sudditi la
fornitura di cavalli, stazioni e messaggeri per rendere efficienti
al massimo tali servizi.
A quei tempi non si parlava di “posta”, ma di “angheria”,
termine che stava ad indicare come uomini e cavalli dovevano essere
forniti “obbligatoriamente” e “gratuitamente” ai potenti .
L’imperatore Augusto istituì lungo tutti i tracciati delle vie
consolari dell’Impero il “cursus publicus”:
una fitta rete di stazioni di cambio, “positiones”, da
cui ha origine il nome di “posta”, dove i messaggeri
facevano la spola per ricevere e rimandare messaggi.
L’aggettivo “publicus” designava tutto ciò che era di
spettanza dell’amministrazione Statale e quindi: le postazioni, i
postali e i cavalli operavano esclusivamente per conto
dell’imperatore.
Il “pubblico”, se aveva bisogno di spedire una lettera, doveva
servirsi di costosissimi “tabellari” privati.
L’efficientissimo servizio postale romano, che ebbe il suo apice con
l’imperatore Costantino, decadde sotto le ripetute invasioni
barbariche. |
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I Servizi
Postali nel Medio Evo
Dopo le invasioni
barbariche, Carlo Magno tentò di restaurare il servizio postale, ma
con scarso successo.
La posta risorse per iniziativa delle libere università medioevali,
quando nel 1315 l’ateneo di Parigi ottenne da Filippo il Bello la
“patente” per organizzare un servizio di collegamento tra gli
studenti e le famiglie.
In Italia i Visconti e gli Sforza organizzarono una rete di corrieri
tra Genova e Milano; mentre i messaggeri della Repubblica Veneta
percorrevano velocemente tutta l’Italia; sulle missive più urgenti
era disegnata una forca, segno inequivocabile di una esecuzione
capitale per il corriere che avesse tardato a recapitarla. |
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La Famiglia
dei Tasso
Nel Medio Evo i
collegamenti postali europei vennero ripristinati dalla famiglia
Tasso.
Alla fine del XIII° secolo Omodeo TASSO e, poi, i suoi discendenti
ottennero da Carlo V° il “generalato” postale dell’impero.
I corrieri del TASSO percorrevano regolarmente le piste europee,
dall’Italia alla Francia, dalle Fiandre alla Germania ….. alla
Spagna, ecc. ecc..
Il “monopolio” postale dei TASSO durò fino alla fine del ‘700; fu
compromesso dalla rivoluzione francese e, poi, dallo stesso
Napoleone, che cercò di organizzare una posta di Stato in tutti i
dipartimenti del suo impero.
Dopo il Congresso di Vienna , con la Restaurazione del 1815, la
famiglia dei TASSO riottenne gli antichi privilegi sui servizi
postali, ma nel giro di pochi anni gli Stati della nuova Europa
riscattarono il monopolio e la posta tornò ad essere gestita dalla
amministrazione pubblica. |
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I precursori
del francobollo
La riforma
postale, introdotta da Sir Rowland HILL, comportava principalmente
nell’attribuire al mittente l’onere di pagare il servizio postale:
ma questo non significava che prima di allora il prezzo della
corrispondenza venisse pagato sempre e solo dal destinatario.
Infatti i mittenti più cortesi avevano già l’abitudine di far
pervenire ai loro corrispondenti le lettere già “franche” pagando i
diritti postali all’ufficio di partenza , che contrassegnava in modo
particolare le lettere in oggetto apponendo uno speciale bollo con
la parola “franca” o con la sigla “PD” che significava
: “Pagato fino a Destino” .
L’idea di utilizzare fogli pre pagati non era del tutto nuova,
infatti nel 1608 nella Repubblica di Venezia, i magistrati della
Serenissima per racimolare i fondi necessari per i lavori di
contenimento degli argini dei fiumi: Brenta, Bottenigo e Muson, onde
evitare il soffocamento del porto di Malamocco, decisero di
sottoporre le lettere spedite dai pubblici uffici e dai funzionari
di un “datio” di quattro soldi.
Queste lettere o “tagli”. dal valore appunto di quattro soldi,
recavano in alto a stampa il “Leone di San Marco” affiancato dalle
lettere “A” e “Q” che indicavano come il ricavato
andasse a beneficio dell’Ufficio delle Acque.
I predetti fogli, che erano l’equivalente di una sovratassa postale,
rimasero in vigore fino alla caduta della Repubblica della
Serenissima nel 1797. |
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I “Cavallini”
degli Stati Sardi
Nel 1819
comparvero i “Cavallini” degli Stati Sardi, fogli da 15, da 25 e da
50 centesimi, emessi dagli Stati Sardi ed il cui nome era dovuto
alla figura di un genietto alato a cavallo.
Il “cavallino” da 15 centesimi aveva una cornice circolare, quello
da 25 centesimi una ovale, mentre quello da 50 centesimi una
ottagonale.
Anche per questi fogli, chi li utilizzava, non veniva a pagare il
servizio postale, ma corrispondeva all’erario il diritto che esso
imponeva su ogni oggetto trasportato dai corrieri.
Dopo una prima serie provvisoria in azzurro, fece seguito nel 1820
un seconda serie con l’impronta stampata a “secco” in rilievo.
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Dopo il
06/maggio/1840
Il
10/febbraio/1841 il penny nero venne sostituito dal penny rosso per
un problema di annullo, visto che l’inchiostro nero del timbro si
confondeva con lo sfondo del francobollo.
Il 13/marzo/1841 anche il due pence azzurro venne modificato con
l’aggiunta di una riga bianca in alto e in basso all’effige della
regina, a migliorarne sensibilmente l’aspetto generale.
Il 21/gennaio/1843 il Consiglio di Stato del Cantone di Zurigo
approvava la riforma del servizio postale, espressamente ispirata al
modello inglese, con l’emissione di due valori: da 4 e da 6
centesimi (rappen). Il primo per le lettere circolanti nell’ambito
di un unico ufficio; il secondo per tutte le altre lettere; ed
infine, entrambi i valori, per un totale di 10 centesimi, per le
raccomandate.
Nel luglio del 1843 anche il Brasile provvide alla emissione di tre
valori e precisamente da: 30, 60 e 90 reis con un disegno ridotto
all’essenziale, alle cifre dei valori, noti con il nomignolo di “occhi
di bue”.
Nell’ottobre sempre del 1843 anche Ginevra ebbe il suo primo
francobollo, noto come il “doppio” in quanto si
componeva di due mezzi valori da 5 centesimi. Per spedire una
lettera da un punto all’altro del cantone, occorreva l’intero
francobollo da 10 centesimi; mentre entro i limiti della città,
bastava mezzo valore.
Sempre in Svizzera, nel 1845, si ebbe l’emissione del primo
francobollo policromo nel Cantone di Basilea, noto con il nome di “colomba”.
Anche negli Stati Uniti i primi francobolli ebbero valore “locale”.
Così, l’emissione da 5 cents, avvenuta nel luglio del 1845, pur
essendo la prima ufficialmente riconosciuta, recante l’effige di
George Washington, era valida per il solo distretto di New York.
L’emissione da 3 cents del 1842, sempre nella città di New York, non
ebbe valore ufficiale in quanto “privata”.
Altre città seguirono l’esempio di New York dotandosi di “propri”
francobolli, ma solo nel 1847 ci fu l’emissione di due valori, e
precisamente: il 5 cents, illustrato con il ritratto di Franklin, ed
il 10 cents con l’effige di Washington, che possono ritenersi i
“primi” ufficialmente validi per tutti gli Stati della
Confederazione Nordamericana.
Sempre nel 1847, nell’isola Mauritius, si ebbe l’emissione di due
valori: dell’1 penny e del 2 pence (Post Office), entrambi ritenuti
rarità filateliche, in quanto subito sostituiti con una seconda
emissione recante la scritta “Post Paid” in luogo della prima, già
segnalata.
Verso lo scadere del decennio, ossia nel 1849, si ebbero i primi
francobolli del Belgio, detti: “épaulettes”, perché il
re Leopoldo I°, vi è ritratto di tre quarti con la spallina
dell’uniforme in primissimo piano.
Anche la Francia, sempre nel 1849, provvide alla emissione dei suoi
primi francobolli, detti “Cereri” in quanto recavano
l’immagine di profilo della dea Cerere. |
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Francobolli e
Collezioni
Come
iniziare una collezione
Inizialmente sarebbe opportuno
raccogliere il maggior numero possibile di esemplari, anche se
apparentemente uguali tra loro, per imparare a riconoscerli,
maneggiarli, classificarli, apprezzarli ed amarli; per poi seguire
le proprie preferenze, inclinazioni o gusti e, così, dedicarsi verso
un particolare tipo di collezione, che più gratifichi la propria
personalità
I vari tipi di collezione
Collezione generale:
consiste nel cercare di possedere tutti i francobolli emessi in ogni
parte del mondo. Essa è ormai impossibile da seguire, non solo per
il costo , ma anche per il tempo necessario per aggiornare una
raccolta così imponente. Comunque può essere suddivisa in più rami a
seconda che si voglia limitarsi a periodi più o meno brevi di tempo,
o solo a qualche Stato. La raccolta può, quindi, essere orientata ai
soli francobolli del XIX° secolo, oppure del XX°, o a qualche
decennio, come ad esempio quelli emessi durante le due guerre
mondiali: essa, comunque, avrebbe prettamente valore “cronologico”.
Acquista, invece, connotazione “geografica” quando l’interesse si
limita ai soli francobolli emessi da un singolo Stato o gruppi di
essi; preferendo, di norma, “giocare in casa” per diverse
motivazioni, tra cui: la facilità nel reperire gli esemplari, i
cataloghi, le guide ecc. ecc. , nella lettura dei testi e delle
icone , nello scambio, nella compra vendita, ecc. ecc.
A volte la scelta può orientarsi verso un Paese di recente
indipendenza per cui sia “agevole” avere tutte le emissioni. Un
esperto, infine, non trascurando l’aspetto “economico”, ripone
l’attenzione su di uno Stato che abbia maggiore “serietà” nella
Amministrazione Postale e offra, quindi, garanzie di solidi
investimenti economici.
Ognuno, comunque, può scegliere la collezione che più gli piace e
dedicarsi al tipo di raccolta che meglio soddisfi le proprie
inclinazioni, connotando la filatelia come: un semplice svago, un
arricchimento culturale, una forma di investimento economico.
Collezioni a soggetto:
dopo l’ultima guerra mondiale si ebbe una nuova concezione della
filatelia. I collezionisti, che prima non badavano molto alle figure
sovrastampate, cominciarono a raccogliere francobolli di qualunque
paese e di qualunque periodo, purché presentassero figurazioni
analoghe o simili. Si verificò cosi un abbandono delle tradizionali
limitazioni territoriali e cronologiche potendo affiancare un
esemplare del Congo con uno della Cina in tutta tranquillità, senza
creare stupore o disappunto. Tali raccolte, dette a “soggetto”,
ebbero da subito un grande successo, specialmente quelle dedicate
alla “flora” e alla “fauna”, dove
ispirandosi a criteri di classificazioni scientifiche, si ebbe un
ordinamento dei francobolli molto particolareggiato e rigoroso.
Molto vasta è la gamma a cui potersi oggi indirizzare, dai “personaggi
famosi” agli “sports”; dal “cinema”
al “circo” e cosi via, via; tanto da poter ritenere
che le “collezioni a soggetto” costituiscono, con le emissioni di
tutto il mondo in quasi centotrenta anni, la più illustrata di tutte
le enciclopedie.
Collezioni tematiche: accanto alle collezioni a
soggetto vi sono altre che utilizzano le immagini stampate sui
francobolli per ordinarli in base ad un tema generale e per trattare
sistematicamente il tema scelto; esse sono le raccolte tematiche con
le quali è possibile ad esempio trattare “la storia dei mezzi di
trasporto” cominciando con il cavallo per arrivare alla navicella
spaziale; oppure narrare sotto ogni angolo visivo la storia della
“prima guerra mondiale” o della “seconda guerra mondiale”, o di
altri grandi “eventi politici – militari” di un determinato periodo
storico; o ricostruire l’evoluzione della “scienza nucleare”
attraverso i volti dei suoi grandi protagonisti e le tappe
significative della sua affermazione e realizzazione. |
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Posta Aerea
Una raccolta
particolare di francobolli ,che è la più moderna fra quelle di tipo
tradizionale e la prima tra quelle definite a soggetto, è la
Posta Aerea. Con l’avvento dell’aeroplano, la posta prese a
viaggiare in modo celere, percorrendo le vie del cielo. Il primo
francobollo di posta aerea fu emesso dall’Italia nel maggio del 1917
.E’ una collezione molto interessante, vi trovano posto tutti i
francobolli dedicati alle grandi imprese aeronautiche, come: “la
prima attraversata dell’ Atlantico”, i “giri del mondo” effettuati
dai tanti pionieri dell’aria, ecc. ecc. Vi si riflette lo sviluppo
tecnologico ed estetico degli aeroplani, come: dal “più pesante
dell’aria”, dal biplano dei fratelli Wright, allo “Spirit of Sant
Louis” di Lindbegh, fino ai reattori civili e militari dell’ultima
generazione. |
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Annulli
Postali
Contemporaneamente
al francobollo venne ideato il sistema per annullarlo, per
dimostrare cioè che era già servito per pagare i diritti postali
rappresentati dal valore facciale. Tale annullamento venne eseguito
fin dall’inizio imprimendo un timbro, o bollo, ad inchiostro. I
bolli di annullo possono avere le forme più diverse, ma rientrano
tutti in due grandi categorie: A) quelli “muti” creati appositamente
per annullare i francobolli e quindi composti da segni, per lo più
linee parallele, a volte ondulate, proprio per impedire la rimozione
del bollo. B) quelli “parlanti” o “nominativi” in dotazione a molti
uffici postali ancor prima dell’avvento del francobollo, recanti il
nome della località di impostazione e altri dati, quali: il giorno,
il mese e l’anno dell’annullo. I francobolli annullati sono tanto
più pregiati, e quindi apprezzati, quanto più nitido e non
deturpante è il bollo sovraimpresso. I francobolli del Regno di
Sicilia, emessi nel 1859, hanno quasi sempre un annullo che non
rovina il ritratto di Ferdinando II° di Borbone, poiché il timbro
stesso era stato ideato in modo da “incorniciare” il ritratto del
sovrano, senza deturpare con l’inchiostro l’effige. In Argentina nel
1950, alla morte di Eva Duarte, gli impiegati postali ebbero
l’ordine di annullare in un angolo i francobolli, per non rovinare
l’immagine della bionda Evita. Non tutti i francobolli annullati
recano l’impronta di un timbro, poiché in alcuni uffici postali, a
volte, si procedeva normalmente, o dietro autorizzazione,
all’annullamento con tratti di penna, o con diciture sempre
manoscritte, o, come per alcuni esemplari dell’Afghanistan del 1870
e del 1890, al taglio di un piccolo pezzo d’angolo. In genere gli
“usati” su lettera, o su pezzi di lettera, valgono più degli usati
sciolti, specie se si tratta di emissioni antiche o di rarità,
poiché la busta costituisce garanzia di autenticità. Particolari
annulli nominativi sono quelli ideati appositamente per commemorare
fatti e avvenimenti di rilevanza storico - culturale, per celebrare
visite o anniversari, per inaugurare mostre, esposizioni e fiere, o
per ricordare il “primo” giorno di emissione del francobollo stesso,
connotando cosi la busta stessa di particolare valore filatelico.
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Come si
identifica un francobollo
Apparentemente
l’operazione può sembrare difficile, ma con un po’ di pratica
l’identificazione diverrà agevole. Innanzi tutto ricordiamoci che il
francobollo è un documento: il documento di se stesso, e quindi per
decifrarlo basta saperlo leggere. In primo luogo è necessario capire
da quale Paese proviene. Quasi sempre il nome dello Stato emittente
è stampato in modo chiaro; la difficoltà è nel leggere “Polska” per
“Polonia”, oppure “Belgique” per “Belgio”, o “Espana” per “Spagna”;
cosi non sarà poi difficile comprendere, per chi abbia un po’ di
competenza linguistica, come “Deutsch” significhi “Tedesco” o
“Osterreich” “Austria”, che “Helvetia” stia ad indicare qualcosa di
“Elvetico”, cioè di “Svizzero”, che “Magyar” è l’equivalente di
“Ungheria” e che “Shqiperia” è sinonimo di ”Albania”. Ci sono Paesi
che purtroppo non adoperano gli stessi caratteri del nostro alfabeto
e quindi occorre avere elementi di conoscenza per una rapida
identificazione dei francobolli con diciture particolari. Una prima
considerazione merita l’alfabeto greco e quello cirillico; il primo
viene usato solamente dalle poste elleniche e cipriote, mentre
l’altro dalla Russia e dalla Bulgaria. Sui francobolli della Grecia
si trova la scritta “ELLAS” o “ELLAC”, mentre quelli ciprioti sono
stampati in tre lingue. Tutti i francobolli sovietici presentano la
sigla “CCCP”, che sembra composta in caratteri latini, ma in realtà
si tratta di lettere cirilliche che suonano “SSSR”: Unione delle
Repubbliche Socialiste Sovietiche, mentre “Bulgaria” si identifica
con “ БЪΛгАРиЯ”. Altri Stati, invece, si designano sui francobolli
con una sigla, occorre quindi sapere, ad esempio, che “U.S. Postage”
equivale a “Posta degli Stati Uniti d’America”, che “DDR” indica la
Repubblica Democratica Tedesca, mentre “UAR” la Repubblica Araba
Unita, cioè l’Egitto. Per i Paesi orientali l’Unione Postale
Universale ha imposto, oltre alla dicitura locale, anche quella con
caratteri latini; i francobolli giapponesi presentano cosi, oltre ad
una serie di ideogrammi, la dicitura “NIPPON”. Per riconoscere un
dentellato giapponese di alcuni anni fa, occorre individuare un
piccolo fiore stilizzato a sedici petali, che identifica il
tradizionale “crisantemo”, oppure un piccolo rettangolino tagliato a
metà orizzontalmente ð , ideogramma che significa “Giappone”. La
Cina, invece si identifica anch’essa con un rettangolino, però
tagliato verticalmente con un tratto che si assottiglia dall’alto in
basso a fuoriuscire ^. Per i britannici il distintivo della loro
nazionalità è dato dal ritratto del sovrano regnante al momento
della emissione; dal “penny nero” ad oggi si sono succeduti sul
trono inglese sei sovrani e precisamente: la regina Vittoria,
Edoardo VII° , Giorgio V°, Edoardo VIII°, Giorgio VI° ed Elisabetta
II°. Con queste poche regole è possibile stabilire la provenienza di
quasi tutti i francobolli rinvenibili, ma per stabilire se per
davvero si tratta di un francobollo o di una semplice marca da bollo
,o di un qual cosa altro, occorre rinvenire in caratteri latini, o
cirillici, la dicitura “Posta” o “Poste” ; “Post” in tedesco,
“Postage” in inglese, “Postes” in francese, “POчтА” in cirillico,
“Correo” in spagnolo, “Correio” in portoghese e cosi via. Oggi,
comunque, molti Stati non usano più stampare la parola “Posta” per
cui è opportuno consultare sempre un catalogo per fugare ogni dubbio
e superare qualsiasi difficoltà di provenienza e di classificazione. |
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Il formato
dei francobolli
I primi
francobolli, con formato rettangolare, avevano le seguenti
dimensiono: mm 19 di larghezza e mm 23 di altezza. Ancora oggi la
stragrande maggioranza dei francobolli stampati in ogni parte del
mondo presenta le stesse dimensioni, ritenute dai più quasi ideali.
Tantissime, comunque, le variazioni sia nel formato che nelle
misure. La prima variazione fu quella apportata nel 1843 dal Brasile
con francobolli “coricati” , ossia: più larghi che alti (occhi di
bue e di serpente). Sempre di forma rettangolare, tra le emissioni
moderne, si annota il francobollo svedese, emesso nel 1962, per l’
80°compleanno di re Gustavo Adolfo con lunghezza superiore al
normale; ancor di più il dentellato polacco del 1965 che, per far
posto ad un elegante calesse inglese trainato da tre paia di
cavalli, raggiunse le dimensioni di mm103 x 21. Gli Stati Uniti
furono i primi a far “grande” il rettangolo nel 1865 con l’emissione
di quattro valori con dimensioni di: mm 50 x 100. Nel 1863 lo Stato
colombiano di Bolivar debuttò con l’emissione del più “piccolo”
francobollo con lato meno di un cm. Nel 1870 la Gran Bretagna stampò
il mezzo penny, grande circa la metà del penny intero. Il formato
divenne “quadrato” nella emissione del 1857 di Terranova, “trapezio
isoscele” per l’isola di Malta, “triangolo isoscele” per la colonia
inglese del Capo di Buona Speranza nel 1853, “triangolo equilatero”
per l’emissione Colombiana del 1865. Il Belgio nel 1866 per il
servizio telegrafico, utilizzò francobolli “esagonali”, mentre
spetta ancora alla Colombia l’emissione di valori “ottagonali” anche
se privi di dentellatura. I primi ottagonali con dentelli su tutti i
lati furono emessi dalle autorità turche nel 1898. Moltissimi i casi
di francobolli “ovali” o “circolari”, ma tutti senza dentelli,
ritagliati dall’utente in forma quadrata o rettangolare. I primi
francobolli veramente circolari furono emessi dalla Sierra Leone nel
1966, riproducevano monete d’oro nazionali e venivano stampati su
dischi di cartoncino, distribuiti singolarmente e muniti ,al verso,
di una sostanza autoadesiva . La stessa Sierra Leone nel 1967 stampò
un francobollo a forma di aquila ad ali spiegate. Infinite quindi le
variazioni al tema; una in particolare spetta all’Italia che, nel
1933, per affrancare la posta aerea (crociera Italo Balbo), emise
dei “trittici”: Tali francobolli, che costavano 25 lire per le
lettere dirette in Europa e 50 lire per quelle a destinazione
Americhe, si componevano di tre parti affiancate e separate da
dentellatura su tutti i lati, ma che venivano vendute come un tutto
indivisibile: la prima parte costituiva un’etichetta per
raccomandate – espresso, la seconda un francobollo per la tariffa
della raccomandata – espresso per l’estero, la terza il sovraprezzo
di posta aerea. Di “trittici” e di “polittici” se ne sono poi
susseguiti moltissimi altri, tra cui va ricordato il “foglietto”
delle Nazioni Unite del 1967 riproducente l’intera vetrata di Marc
Chagall nella sede dell’ O.N.U. a New York. |
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Francobolli
ordinari e commemorativi
Dopo aver
esaminato le prime due fasi della identificazione di un francobollo,
cioè se si tratta o meno di un francobollo e quale sia il Paese di
provenienza, è opportuno adesso sapere quali sono i vari tipi di
francobolli esistenti.
Una prima grande categoria è costituita dai francobolli “ordinari”,
cioè quelli che ogni amministrazione postale mette in circolazione
per soddisfare le proprie esigenze di servizio. Il loro formato è
generalmente piccolo e quasi sempre recano solo le diciture
essenziali, quali: il nome del paese emittente, la parola “poste” o
l’equivalente, il prezzo nominale, la stampa di una figura
relativamente semplice, a volte solo la cifra del valore nominale
come soggetto principale.
Inizialmente, in base alla figura rappresentata, i francobolli
ordinari potevano essere suddivisi in due gruppi: le “effigi”
e gli “araldici”. I primi raffiguravano sovrani
regnanti (dalla regina Vittoria d’Inghilterra a Ferdinando II° di
Borbone, da Leopoldo I° re del Belgio a Guglielmo III° d’Olanda
ecc.), presidenti in carica o primi cittadini deceduti o comunque
non più in carica (si ricordi che negli Stati Uniti d’America è
proibito effigiare persone viventi sui francobolli). Napoleone III°
si fece ritrarre sui francobolli prima come presidente della III°
Repubblica e poi come imperatore.
A metà strada tra le effigi e gli emblemi, stanno le teste dei
personaggi mitici, come quella di Cerere sui francobolli francesi,
quella di Mercurio sui valori della Grecia. I secondi invece, gli
“Araldici”, sono rappresentati dallo stemma ufficiale dello Stato,
che spesso coincide con quello della dinastia regnante. I vari
staterelli in cui si divideva l’Italia prima della unificazione,
ebbero solo francobolli a “stemma”, il solo Lombardo – Veneto ne
stampò esemplari sia con l’aquila bicipite della monarchia austro –
ungarica, che con il profilo di Francesco Giuseppe. Oggi, al posto
di teste coronate, presidenti o di stemmi trovano posto le immagini
di poeti, navigatori, scienziati, eroi nazionali o di paesaggi e
monumenti e quindi risulta meno monotona la loro raccolta.
La seconda grande categoria è costituita dai francobolli “commemorativi”
che vengono emessi per festeggiare un avvenimento di grande rilievo
o una particolare ricorrenza. Secondo alcuni filatelici l primi
commemorativi al mondo furono quelli francesi del 1863, dove il
profilo di Napoleone III° si arricchisce di una corona d’alloro, a
commemorare appunto le sue vittorie a Magenta e a Solferino. Altri
attribuiscono il primato al valore da 5 centavos peruviano del 1871,
apparso in occasione della apertura della linea ferroviaria: Lima –
Callao - Chorillos . Altri ancora alla serie emessa nel 1888 dal
Nuovo Galles del Sud per festeggiare il centenario della colonia ,
ora facente parte della Australia.
In linea di massima i “commemorativi” si differenziano dagli
“ordinari” per il formato, relativamente più grande e per la
dicitura riguardante l’evento che ne ha determinato l’emissione. Se,
poi, accanto al valore nominale c’è un “+” seguito da una seconda
cifra, allora si tratta di un francobollo di “beneficenza”;
acquistandolo si versa l’equivalente del valore addizionale alla
Croce Rossa, o alla Lega Antitubercolare o, ad una altra
organizzazione assistenziale, a cui è destinata la cifra in
aggiunta. Un ultimo gruppo da annotare è quello dei francobolli “pittorici”
con cui si indicano tutti quei valori postali illustrati con vedute,
paesaggi, riproduzione di quadri ecc. , che possono avere carattere
commemorativo, ma spesso vengono emessi per altre motivazioni. |
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Dal
francobollo al foglio intero
Fin dalle origini
i francobolli, essendo “piccoli” nel formato, venivano stampati, per
ragioni economiche, su fogli interi e non uno a uno. Per staccarli
l’uno dall’altro si doveva ricorrere all’uso delle forbici. Nel 1850
l’inglese Henry Archer brevettò una macchina capace di praticare
tanti forellini tra un esemplare e l’altro in modo da rendere
agevole il loro distacco anche senza forbici. Ancora oggi i fogli
interi dei valori postali presso i nostri tabaccai hanno quei
forellini che costituiscono la “dentellatura” dei francobolli. In
genere una collezione è costituita da francobolli “isolati”, cioè
staccati dai fogli a cui appartenevano; il francobollo in fondo era
stato concepito come “pezzo” a se stante e quindi, come esemplare
isolato, ha in se le qualità da appagare in pieno le esigenze del
collezionista. Eppure in molti casi il collezionista, superata la
fase di iniziazione, ama possedere i francobolli in “multipli”,
cioè: paia, strisce, blocchi, fogli interi di esemplari ancora uniti
tra di loro perché a volte costituiscono delle vere rarità. Il più
apprezzato di tutti è senza dubbio il blocco da quattro esemplari,
detto “quartina”, composto appunto da quattro valori, di cui: due in
alto e due in basso. Particolare valore filatelico riveste il
“foglietto” composto in genere da soli quattro valori impreziosito
ai bordi da varie diciture celebrative.
Il primo “foglietto” fu emesso a Parigi nel 1925 durante una grande
mostra filatelica; per l’occasione le poste francesi ebbero l’idea
di ristampare un francobollo da 5 franchi di 50 anni prima, ma
anziché stamparlo su fogli normali, lo realizzarono in blocchetti di
quattro esemplari, impressi al centro di un foglietto di carta.
Il primo vero foglietto risale all’anno 1847 quando nell’isola di
Mauritius i francobolli furono stampati uno a uno. L’occasione
scaturì da un invito a ballo presso l’ambasciatore. L’orologiaio di
Potr Luis, Iames Barnard, incise su di una lastrina di rame la
matrice dell' one penny (arancio) e quella per il two pence,
procedendo alla stampa di un esemplare alla volta. Tali emissioni
sono delle vere rarità filateliche e la lastrina di rame non si sa a
chi oggi appartenga
Oggi i francobolli si realizzano sia in fogli normali che in
foglietti e questi ultimi sono formati o da uno o più valori, uguali
tra loro o differenti, a formare una “serie” . In filatelia con la
parola “serie” si indica un determinato gruppo di francobolli che si
assomigliano tra loro nella impostazione grafica (a volte recano la
stessa figura), che sono apparsi nello stesso periodo di tempo, ma
che si differenziano per il diverso prezzo nominale o per il colore
in cui sono stampati. Attualmente una serie può essere costituita
anche da venti e più valori. Per un collezionista la serie deve
essere sempre completata; anche se a volte, visto il costo di
qualche esemplare, diventa proibitivo tale realizzazione.
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Indice dei
lavori di ricerca effettuati
Padre Pio da Pietrelcina
Dante Alighieri e la Divina Commedia
Le prime tre edizioni della Divina Commedia
Michelangelo Buonarroti
Giuseppe Mazzini
Società Alpinisti Tridentini
Il Corpo degli Alpini
Il Lupo |
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Padre Pio da
Pietrelcina
Francesco Forgione
nasce il 25 maggio del 1887 a Pietrelcina in provincia di Benevento.
Entra come novizio nel convento dei cappuccini di Morcone (BN) il
22/01/1903, dove veste l’abito francescano prendendo il nome di: frà
Pio ed il 10/08/1910 viene ordinato sacerdote nel duomo di
Benevento.
Il 17/09/1915, mentre si trova in riposo a Pietrelcina, riceve le
stimmate invisibili, mentre il 20/09/1918 riceve quelle visibili.
Un coro imponente di anime afferma di dovere a Padre Pio la vita
dello spirito ed altrettanto incalcolabili sono i benefici materiali
ottenuti per intercessione della sua preghiera.
Muore il 23 settembre 1968 all’età di 81 anni, mentre il processo
per la sua beatificazione prende inizio il 20/03/1983.
Il 18 di dicembre del 1997 con la pubblicazione del “Decretum super
Virtutibus” riceve il titolo di “Venerabile”.
Il 2 maggio del 1999 è proclamato BEATO da Sua Santità
Giovanni Paolo II° in piazza San Pietro.
La beatificazione è un atto con cui il Papa dichiara che una persona
è stata ammessa a godere la visione beatifica, ovvero lo stato di
Felicità in Cielo. |
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Padre Pio da
Pietrelcina (1887-1968) |
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| XXX
anniversario della morte |
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Data di
emissione:
Francobollo:
Tiratura:
Vignetta:Incisore:
Stampa:
Carta:
Colori Monocromia:
Formato carta:
Dentellatura: |
23 settembre 1998
L 800
10000000 di esemplari
in primo piano Padre Pio , mentre sullo sfondo la Chiesa del
Convento dei Padri Cappuccini in San Giovanni Rotondo.
Antonello Ciaburro
calcografia
fluorescente, non filigranata
monocromia
mm: 40 x 30
14 x 13 |
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Dante
Alighieri e La Divina Commedia
Dante Alighieri
nacque a Firenze nel 1265 da famiglia guelfa di piccola nobiltà e
morì a Ravenna nel 1321. Allievo di Brunetto Latini, si dedicò
presto alla poesia stringendo amicizie con i poeti Stilnovisti, tra
cui Guido Cavalcanti. Nel 1274 incontrò Beatrice Portinari, di cui
si innamorò e che ispirò tutta la sua opera poetica: a lei dedicò:
“Vita Nuova”. Prese parte attiva alla vita politica di Firenze
schierandosi con i Guelfi Bianchi e, mentre era ambasciatore presso
il Papa Bonifacio VIII°, fu condannato in contumacia dai Guelfi
Neri, che prevalsero in Firenze con l’aiuto di Carlo di Valois.
Durante l’esilio andò peregrinando di città in città componendo le
opere della maturità, tra cui la Divina Commedia , il fondamento
della letteratura nazionale. Tale opera è divisa in tre cantiche:
Inferno, Purgatorio e Paradiso; di 33 canti ciascuna, più un canto
introduttivo, con un totale di 14233 versi in terzine intercalate
endecasillabi. Soggetto dell’opera è il viaggio immaginario
dell’autore nell’oltretomba, compiuto nel 1300, anno del Giubileo,
con la guida di Virgilio nei primi due regni, e di Beatrice prima, e
San Bernardo poi, nel Paradiso. Viaggio allegorico della Umanità
verso la Felicità Terrena, sorretto dalla ragione (Virgilio) e
illuminato dalla Rivelazione (Beatrice), di cui è depositaria la
Chiesa, verso la Felicità Eterna (Empireo), luogo di Contemplazione
dei Misteri della Fede Cristiana. |
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23 Novembre 1972
Celebrazione del 5° centenario delle prime tre edizioni della
“Divina Commedia”
Le prime tre
edizioni della Divina Commedia, che costituiscono un raro monumento
tipografico editoriale, furono stampate tra l’11 aprile e il 18
luglio del 1472.
La prima è folignate, reca la data dell’11/4/1472 e venne curata da
J. Numeister ed E. Angelini ; la seconda, che reca solo
l’indicazione dell’anno, è mantovana ed è opera di Georg e Paul
Butzbach; la terza, del 18/7/1472, è chiamata comunemente iesina, ma
forse è veneziana; infatti, si può rilevare come nella terza
edizione manchino nomi stranieri, cosicchè essa risulta opera
esclusiva di un tipografo italiano, e più precisamente veronese; il
quale, prima di passare a Iesi, aveva però operato a Venezia,
stampandovi quasi certamente la Divina Commedia; di qui l’incertezza
nell’attribuire indiscutibilmente all’ edizione del 18 luglio la
cittadinanza iesina o quella veneziana.
L’emissione dei tre francobolli ha voluto celebrare un avvenimento
culturale che interessa anche la storia dell’editoria, la grafica e
la stampa. |
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Michelangelo
Buonarroti
Nacque nel 1475 a
Caprese nel Casentino. Fu genio poliedrico di smisurata grandezza.
Buonarroti dominò due terzi dell’età aurea dell’arte italiana.
Firenze e Roma furono le sue patrie artistiche, dove i suoi
capolavori presero vita sotto la casata dei Medici e sotto il
pontificato di ben sette Pontefici. Temperamento tempestoso e fiero;
fu acerrimo rivale con il Bramante e polemico con Papa Giulio II° .
Tra i suoi capolavori ricordiamo : la Pietà, la facciata di San
Lorenzo a Firenze, la Sacrestia Nuova per la tomba dei Medici, la
Biblioteca Medicea Laurenziana, San Pietro in Vincoli, la piazza del
Campidoglio a Roma e gli splendidi affreschi sulla volta della
Cappella Sistina e del “Giudizio Universale” sulla parete della
stessa Cappella. Morì nel 1564.
Emissione del 18
aprile del 1975
Celebrazione del Cinquecentenario della nascita di
Michelangelo Buonarroti
L’emissione
riporta un particolare del “Giudizio universale” tratto dagli
affreschi della Cappella Sistina, la Madonna del Tondo Pitti, un
finestrone cieco dei palazzi Vaticani. |
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Giuseppe
Mazzini
Nato a Genova il
22 giugno del 1805, morì a Pisa il 10 marzo 1872. Studente prima di
medicina e poi di giurisprudenza a Genova, dove si laureò nel 1827,
coinvolto in una cospirazione carbonara, detenuto a Savona e quindi
espulso dallo Stato Piemontese, G. Mazzini fondò a Marsiglia la
“Giovane Italia” con programma democratico, repubblicano, unitario.
Esule in Svizzera, fondò la “Giovane Europa”, espulso e rifugiato a
Londra vi organizzò gli operai italiani, fondò una scuola gratuita,
sempre per italiani e, soprattutto, promosse con conferenze,
articoli sulla stampa inglese, il favore della opinione pubblica per
la causa nazionale italiana. Triumviro della Repubblica Romana
(febbraio – luglio 1849), ne guidò l’eroica resistenza contro
l’aggressione francese. Ancora esule a Londra, promosse la
liberazione d’Italia e la rivoluzione Europea, fornendo a Garibaldi
l’elemento giovane ed attivo della sua azione (campagna del 1859,
spedizione dei Mille) e legando l’elemento operaio alla causa
nazionale (insurrezione milanese del 1853). Dopo la proclamazione
dello Stato Unitario Italiano, sostenne l’autonomismo regionale e il
compimento dell’unità nazionale fino al Brennero e alle Alpi Giulie;
indusse il Governo ad agire per la liberazione di Roma (1870) e
nella nuova capitale convocò un congresso nazionale delle società
operaie, che strinsero un “patto di fratellanza” durato fino al
1893. Fra le sue opere più importanti si ricordano: “ I doveri dello
uomo ”, “ Ricordi autobiografici ”, nonché il vastissimo
epistolario.
10 marzo 1972
Commemorazione di Giuseppe Mazzini
nel primo centenario della sua morte. |
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Società
Alpinisti Tridentini
La Società Alpina
del Trentino nacque il 2 settembre 1872 a Madonna di Campiglio con
lo scopo statutario di esplorare, illustrare e far conoscere le
montagne e specialmente quelle trentine, ma con la segreta finalità
di difendere l’italianità delle Alpi Tridentine dall’invadenza
straniera. Fu sciolta dalla polizia austriaca nel 1876, ma venne
ricostituita l’anno successivo con il nome di “Società degli
Alpinisti Tridentini”. Alla sua attiva opera in favore della
conoscenza scientifica della Regione, del turismo, dell’alpinismo
giovanile, della speleologia, dalla pubblicazione degli “Annuari”
alla costruzione di rifugi e sentieri, dall’istruzione delle guide
alpine al soccorso in montagna, deve aggiungersi quella per la
salvaguardia del patrimonio nazionale delle valli tridentine.
Durante la prima guerra mondiale numerosi soci si arruolarono come
volontari e molti di essi caddero sul campo o furono giustiziati,
tra cui: Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa. Nel secondo
conflitto mondiale larga fu la partecipazione alla Resistenza.
Emissione del 2
settembre 1972
Celebrazione del centenario della fondazione della
Società Alpinisti Tridentini |
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Il Corpo
degli Alpini
Vittorio Emanuele
II, il 15 ottobre 1872, firmò a Napoli il decreto istitutivo di un
certo numero di compagnie alpine, reclutate in zone di montagna, con
il compito della difesa di alcune valli di frontiera. Nel marzo del
1873 vennero così costituite le prime 15 Compagnie Alpine, che
vennero portate a 24 nel settembre successivo e inquadrate in 7
Reparti, che due anni dopo assunsero la denominazione di
Battaglioni. Nel 1882 nacquero i primi sei Reggimenti Alpini con 10
Battaglioni e 72 Compagnie. Nel 1887 si affiancò agli Alpini,
l’Artiglieria da Montagna in appoggio alle formazioni garibaldine.
Creati per la difesa dei valichi montani, gli Alpini ebbero però il
battesimo del fuoco in Eritrea, nel 1887. Il 1° marzo 1896 ad Adua
venne consacrato nel sangue il loro eroico destino. Successivamente,
nel 1911, 10 Battaglioni Alpini partirono per la Libia, in occasione
della guerra italo-turca. Nel primo conflitto mondiale gli Alpini
furono presenti con 88 Battaglioni, per una forza complessiva di
350000 uomini, che scrissero autentiche pagine di gloria in 42 mesi
di lotta. La seconda guerra mondiale vide gli Alpini su vari fronti
comportarsi sempre con indomito valore e spirito di sacrificio.
Emissione del 10
maggio 1972
Celebrazione del centenario della formazione del
Corpo Degli Alpini |
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Il Lupo
Il Lupo (Canis
lupus) popolava un tempo tutto l’emisfero nord della Terra, mentre
oggi il suo numero si è drasticamente ridotto. È ancora presente in
quantità ragguardevole solo in alcune zone dell’est Europa, in Cina
e in America del nord; mentre sopravvive in piccoli nuclei in
Finlandia e nella area mediterranea, Italia compresa. Negli Stati
Uniti d’America occupa ormai una minima parte della sua antica area
di presenza; la sua popolazione è consistente solo in Alaska ed in
Canada. Le popolazioni indigene conoscono ed apprezzano il lupo per
il suo insostituibile ruolo nell’ecosistema; infatti ,tra i
carnivori che predano i grandi erbivori, il lupo è di naturale aiuto
per conservare l’equilibrio biologico tra cervi, caprioli ed altri
mammiferi predabili . |
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Concorso Nazionale Ambientale
“Vivere un
Parco”
04 – 07 maggio 2000
Laboratorio di
Filatelia
Il nostro progetto

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Ministero delle
Poste e delle Telecomunicazioni
Divisione Filatelia
R O M A
Egregio Sig.
Ministro
Come alunni della
Scuola Media Statale “Manicone” di Vico del Gargano (FG),
frequentanti il laboratorio di filatelia, a Lei ci rivolgiamo per
esporre un nostro piccolo desiderio: l’emissione di un francobollo
che illustri un “angolo” della nostra cittadina.
Siamo stati “iniziati” in questo anno scolastico 1999/2000 alla
filatelia quasi per gioco, come un fatto ricreativo; ma poi, pian
piano, il francobollo per noi è diventato valido mezzo didattico per
lo studio dei vari argomenti affrontati in classe con i nostri
insegnanti, cosi da ipotizzare l’emissione di un “nostro”
francobollo.
Ci siamo resi conto che “esso” rappresenta in verità la sintesi di
un lavoro di assieme, dove confluiscono i saperi delle diverse
“discipline”, i linguaggi e le tecniche specifiche per la sua
progettazione e realizzazione.
Teniamo a sottolineare che il nostro paese, situato nel cuore del
parco nazionale del Gargano, non ha mai avuto l’onore di un
“dentellato” e cosi, con la gioia nei cuori per la speranza di un
tale evento, animati di entusiasmo, abbiamo scelto, tra gli angoli
più suggestivi della nostra cittadina: il “Convento dei frati
Cappuccini” e per tema: “Vivere un Parco” per le seguenti
motivazioni:
A) La nostra Scuola, in collaborazione con il Liceo Classico
“Virgilio” e l’Ente Parco Nazionale del Gargano, con il patrocinio
del Ministero all’Ambiente, dell’Assessorato all’Ambiente della
Regione Puglia, dell’Amministrazione Provinciale di Foggia e del
Comune di Vico del Gargano, ha istituito il concorso nazionale di
educazione ambientale: “Vivere un parco”, che già nella scorsa
edizione del 1999, ha ottenuto un grande successo con la
partecipazione di numerose Scuole provenienti da varie Regioni
d’Italia. Con l’emissione del francobollo intendiamo dare ulteriore
rilevanza alla seconda edizione del concorso, la cui manifestazione
è prevista per la prima decade di maggio del corrente anno 2000.
Vogliamo cosi rendere partecipi alla iniziativa un numero sempre
maggiore di Scuole e sensibilizzare gli studenti sia alla
problematica ambientale , che alla filatelia.
B) Con l’acquisizione di conoscenze, dopo l’attento lavoro di
ricerca ambientale, storica ed artistica, certi che attorno al
Convento per secoli si siano intrecciati i destini di tanti che
hanno dato lustro al nostro comprensorio, riteniamo quindi, che
ancora “oggi” possa il nostro futuro trovare radici profonde, come
il maestoso leccio al suo cospetto, tali da riscoprire l’identità di
essere: “cittadini garganici”.
Pertanto sarebbe opportuno che l’emissione avvenisse in concomitanza
con la manifestazione del concorso e sarebbe importante per noi,
anzi cosa assai gradita, una Sua diretta partecipazione. Sicuri
della Sua sensibilità e fiduciosi che quanto progettato possa
realizzarsi, con affetto La salutiamo.
Vico del Gargano, li
01/02/2000
Gli Alunni del Laboratorio di Filatelia |
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Convento
Cappuccini di Vico del Gargano |
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Fondazione:
Archidiocesi:
Titolo:
Indirizzo:
N° telefonico: |
1566
Manfredonia
S. S. Annunziata, poi S. Maria degli Angeli
Convento Cappuccini, 71018 Vico del Gargano (FG)
0884 - 910449 |
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La costruzione del
convento ebbe inizio nel 1566 con il consenso di Mons: Bartolomeo
Gallio, Arcivescovo sipontino, con contributo spese ad opera del
marchese Colantonio Caracciolo. La chiesa fu intitolata alla SS
Annunziata e i frati ne presero possesso nel 1569. Il violento
terremoto del 31 Maggio 1646 la rase completamente al suolo
provocando anche la morte di fr. Bonaventura da Gubbio. Il Convento
venne poi ricostruito sulla stessa pianta della chiesa grazie
all’interessamento del marchese Troiano Spinelli e, nel farsi del
nuovo edificio, il Vaccaro, pittore di origine napoletana, dipinse
in loco gli scomparti con: Dio Padre; l’Annunziata;
l’Arcangelo Gabriele; S. Bonaventura da Bagnoreggio;
S.Oronzo; nonché la tela centrale con: San Rocco, San
Francesco e Santa Maria degli Angeli; a cui la chiesa,
ricostruita e consacrata, venne intitolata il 25 febbraio del 1677.
Molto venerato nella chiesetta del Convento è un artistico e
miracoloso Crocefisso del ‘600, che la tradizione vuole sia stato
scolpito a Trieste da un pastore e poi trasportato fino a Vico del
Gargano su di una barca a vela, che rischiò di naufragare nei pressi
di San Menaio: Particolarmente sentito dalla popolazione fu il
miracolo del 1866 quando, per suo mezzo, fu debellata la peste da
Vico. Lo si venera il 23 aprile di ogni anno con solenne processione
e grande partecipazione di popolo. Innanzi al Convento sorge
maestoso il: Leccio dei Cappuccini (Quercus Ilex), che
la tradizione vuole sia stato piantato da: fr. Nicola da Vico del
Gargano, sul finire del ‘600. È uno dei più imponenti lecci di
Europa, il tronco raggiunge i 5 m di circonferenza, mentre la chioma
va oltre i 50 m . Nel 1934, durante una bufera, cadde un grosso ramo
che lasciò nella pianta un gran vuoto, tuttora visibile; fu allora
che si rese necessario imbrigliare i grossi rami con cavi d’acciaio
e sostenerli con validi sostegni.
Vico del Gargano,
li 01/02/2000 |
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Ministero delle
Poste e delle Telecomunicazioni
Divisione filatelia
R O M A
Oggetto:
Progetto di emissione di un francobollo ideato dagli alunni,
laboratorio di filatelia della Scuola Media Statale “Manicone” di
Vico del Gargano (FG) |
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Data
di emissione:
Soggetto:
Vignetta:
Colori:
Carta:
Stampa:
Tiratura:
Formato:
Dentellatura:
Valore: |
presumibilmente
dallo 01/05 al 10/05/2000
Convento Cappuccini
Convento Cappuccini con Leccio dei Cappuccini
policromo, puntiforme
fluorescente, non filigranata
calcografia
3.000.000
mm 6 x mm 4
14 x 13
L 800 |
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p. s. : i predetti
parametri sono solo indicativi e quindi suscettibili di modifiche e
di integrazioni che i Vostri esperti riterranno opportune nel
mettere in atto il progetto. |
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Indice dei
francobolli e degli annulli esaminati
Castelli Italiani, serie
ordinaria.
Modelli de' Bolli.
Italia al lavoro, 1950.
Propaganda militare, 1943.
Il Corpo degli Alpini (15/ottobre/1872), centenario della
fondazione.
Società alpinisti tridentini (02/settembre/1872), centenario della
fondazione.
Michelangelo Buonarroti (18/aprile/1475), quinto centenario della
nascita.
Serie michelangiolesca, tratta dagli affreschi della Cappella
Sistina in Vaticano, 1961.
Dante Alighieri (21/ottobre/1265), settimo centenario della nascita.
La Divina Commedia, quinto centenario delle prime tre edizioni,
23/novembre/1972.
Padre Pio da Pietrelcina, XXX° anniversario della morte,
23/settembre/1998.
Poste vaticane, 02 maggio 1999: Beatificazione di Padre Pio da
Pietrelcina.
Poste Italiane, 02 maggio 1999: Beatificazione di Padre Pio da
Pietrelcina.
San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1993: XXV° anniversario della
morte di Padre Pio da Pietrelcina.
San Giovanni Rotondo, 05 maggio 1996: XL° anniversario della
fondazione “Casa Sollievo della Sofferenza
La famiglia dei Tasso.
Il Lupo, W.W. F. for nature e Airone.
Piacenza, 19 gennaio 1996: nove secoli del “Concilio di Piacenza”.
Piacenza, 20 gennaio 1996: nove secoli della “Prima Crociata”.
Piacenza, 21 gennaio 1996: nove secoli del “Prefazio della Beata
Vergine”.
Piacenza, 09 ottobre 1996: conferimento medaglia d’oro alla Città.
Piacenza, 15 – 16 febbraio 1997: storia del postale piacentino.
Castelpetroso, 19 marzo 1995: visita di S. S. Giovanni Paolo II°.
Preparazione al Giubileo 2000, emissioni del 13/3/1999.
Preparazione al
Giubileo 2000, emissioni del 25/9/1999.
Preparazione al Giubileo 2000, emissioni del 24/11/1999.
I Parchi nazionali, 12 marzo 1999; “La Sila”, “Arcipelago toscano”.
I Parchi nazionali: 22 aprile 1967.
Milan campione d’Italia, 07 giugno 1999. |
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